Openspeleo - Pozzo Renato Viganego (VC9)

Name Pozzo Renato Viganego (VC9) Insertion date 2007-01-01 00:00:00 Date updated 2015-11-04 06:07:42
Type of cavity grotta State Italy District 218 City Genova Place San Pietro ai Prati Valley Alta Val Chiaravagna Area Speleological Alta val Chiaravagna Number cadastre 1637 Li Length amount 55 Unevenness -36,80 Groups Speleo Club Gianni Ribaldone Longitude 8°50'50\ Latitude 44°27'32\ Datum ED50 Altitude 345 m slm Cartography CTR 213110
Geology La grotta si trova nell' area carsica GE34 - Alta val Chiaravagna e si apre in calcari dolomitici del Triassico simili a quelli Della Grotta Agnoletto, molto fratturati. Route of access L’ingresso della grotta si trova in proprietà privata: è consigliabile contattare lo Speleo Club Gianni Ribaldone e/o la Delegazione Speleologica Ligure prima di accedere alla cavità, onde evitare spiacevoli disguidi con il proprietario del terreno (questo discorso è purtroppo applicabile a molti ingressi della Val Chiaravagna).
Partendo da Piazza Baracca a Sestri Ponente, percorrere Viale Canepa e quindi Via Arrivabene. Dopo aver superato Piazza Arrivabene, all’incrocio con Via Chiaravagna svoltare a sinistra e seguire la strada per circa 2 km fino al bivio per S. Pietro ai Prati: qui imboccare la ripida strada in salita e percorrerla fino ad un bivio, dove bisogna svoltare per S. Pietro ai Prati. Alla chiesa di S. Pietro ai Prati è possibile parcheggiare ed è consigliabile se non si intende percorrere in auto il tratto di sterrato.
Superata la chiesa, percorrere lo sterrato: bisogna superare un ruscello ed una baracca, finché nella strada si apre un piccolo spiazzo erboso (altro possibile parcheggio da non confondere col prato della casa che si trova alla fine della strada).
Da questo spiazzo, si risale a piedi la collina per un sentiero non tracciato e si percorre il suddetto sentiero fino ad un bivio: al bivio, risalire ed iniziare a cercare la grotta, che si trova circa 5 m sotto il sentiero.
L’ingresso è chiuso da una grata e si trova in proprietà privata.
Description L’ingresso è chiuso da una grata ed è un P2 che immette in un piccolo ambiente. In questo ambiente si apre una strettoia che immette nel P20.
Il P20 ha due terrazzini: da qui in poi la cavità diventa molto franosa: bisogna prestare attenzione nella discesa e soprattutto aspettare che i compagni si siano spostati dalla verticale, poiché si possono staccare pietre anche di notevoli dimensioni.
Il P20 porta in una sala, seguita da un passaggio che immette in una sala successiva.
Dall’ultima sala parte una strettoia, la cui prosecuzione non è ancora stata esplorata.
Fauna Il 27 gennaio 2013 Alessandro Pastorelli ha rilevato un esemplare di Abax parallelepipedus alla base del P20 e diversi esemplari di Gryllomorpha dalmatina sulle pareti dei pozzi. Sheet

Ancoraggi: esplorativi, 2015.

Materiale necessario:

  • corda da 40 m

  • cordino da 3 m o fettuccia per naturale

  • 2 piastrine da vuoto e 2 piastrine contro parete o 4 anelli

  • 2 dadi per fix, 2 viti per spit

  • 4 moschettoni

Scheda d’armo:

  • Yosemite su albero sopra ingresso

  • Piastrina da vuoto o anello su fix all’ingresso

  • Tergicristallo con cordino su concrezione nella saletta dopo il P2

  • Piastrina da vuoto o anello su spit in strettoia all’inizio P20

  • Piastrina contro parete o anello su spit dopo terrazzino

  • Piastrina contro parete o anello su fix: questo frazionamento è importante, se si salta la corda sfrega!

Resque Cavità franosa.
La strettoia che immette nel P20 deve essere disostruita per permettere il passaggio di una barella
Other,note La cavità è dedicata alla memoria di Renato Viganego, speleologo scomparso durante un’immersione subacquea.
Il rilievo della grotta è nel logo dello Speleo Club Gianni Ribaldone di Sestri Ponente.
History Negli anni ‘70 in Val Chiaravagna era nota l'esistenza di una cavità detta Pozzo della Rumenta: si presentava come una piccola grotta verticale profonda 2,5 m il cui fondo era completamente ostruito da detriti di vario genere come bottiglie, lamiere ed altri rottami.
Gli scavi iniziarono su iniziativa di Roberto Guagliardi nel dicembre 1974 e continuarono per varie settimane fino all’apertura della strettoia che immette nel P20.
Per evitare incidenti e violazioni, si decise di chiudere l’ingresso con un cancello.
Le esplorazioni proseguirono per tutto il 1974, portando alla scoperta della cavità come oggi è conosciuta. Il rilievo fu realizzato nel 1975.
Per quarant’anni la grotta è stata scesa utilizzando come unico armo l’albero all’ingresso, al limite ricorrendo a guaine e tubi per evitare gli sfregamenti. Solo nel 2015 è stato realizzato un armo esplorativo per permettere di raggiungere il fondo più comodamente e proseguire l’esplorazione.
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