Openspeleo - Pozzi della Piana

Nome Pozzi della Piana Data inserimento 2007-01-01 00:00:00 Data ultimo aggiornamento 2008-04-10 09:38:05
Tipo di cavità grotta Stato Italy Provincia 273 Comune Orvieto Località Monte della Roccaccia Titignano Area speleologica Monte Cucco Numero catastale 56U/TR Sviluppo totale 3000 Dislivello -21 Gruppi Gruppo speleologico CAI Perugia Longitudine 0° 8' 31'' Est di M.Mario Latitudine 42° 44' 19'' Quota 260 m slm Cartografia IGM Baschi 130 II SO
Geologia La cavita si sviluppa all'interno di un greande banco di travertino risalente all' olocene. Itinerario di accesso Va presa la vecchia strada statale che collega Todi ad Orvieto passando per Quadro, il Bivio della Cerasa, Prodo, Colonnetta (qui si congiunge alla statale del Monte Peglia, che passa per S.Venanzo e Marsciano). Al Bivio della Cerasa si imbocca la sterrata (sulla sinistra per chi viene da Todi) in direzione di Titignano. Arrivati al paese si prende una sterata a sinistra in un parcheggio brecciato (non bisogna arrivare sulla piazza), si continua lasciandosi alle spalle Titignano scendendo leggermente in un viale costeggiato da cipressi. Al successivo bivio si prende ancora a sinistra scendendo ora in maniera più ripida. La strada è stata sistemata di recente ma presenta profonde canalette scavate per evitare l'erosione dell'acqua: attenzione a non lasciarci le sospensioni!!. Dopo circa 1 chilometro si passa accanto ai ruderi di Casa Castello (trasformati in casa colonica). Ora la strada forma grossi tornanti nel folto della boscaglia, dopo tre tornanti c'è uno spiazzo sulla sinistra riconoscibile dalle scarburate, lì si lasciano le auto. Si prosegue a piedi per un sentiero molto evidente che parte dallo spiazzo in direzione nord, dopo circa 50 metri sulla destra si scorge una fessura lunga e stretta, quello è l'ingresso nuovo. Poco più a sud ma più distante dal sentiero c'è l'ingresso vecchio riconoscibile dai segni delle scalette sulla roccia. Poco più a nord dell'ingresso nuovo si apre un altro ingresso disostruito di recente. Continuando per il sentiero invece si arriva in uno spiazzo sulla cui sinistra, ben evidente si apre la spaccatura dello scivolo, per accedere bisogna scendere nel lato più a destra della spaccatura (cercate i segni delle corde sull'albero). Descrizione E' la grotta più grande e famosa della zona, non presenta particolari difficoltà tecniche ed è molto concrezionata. La cavità è formata da faglie di origine tettonica orientate in direzione NO-SE nella parte settentrionale e O-E in quella meridionale, le gallerie si sviluppano tutte sullo stesso livello formando un andamento complessivo tendente al labirinto. Il suo sviluppo rilevato è di 2555 metri ma la presenza di rami da esplorare lascia presupporre che in totale superi i 3000 metri: è la grotta in travertino più grande dell'Umbria. Alla fine di uno dei cunicoli si apre, apparizione inaspettata, la Sala dei Vortici un vasto ambiente chiamato così per alcuni incavi sul soffitto che i primi esploratori credettero causati dai vortici d'acqua che si venivano a creare in passato nella stanza allagata (il che naturalmente non è vero), la sala ospita una prolificante colonia di pipistrelli. Scheda d'armo
RIFERIMENTO ATTREZZATURA ATTACCO
ingresso nuovo corda da 10 m facoltativa albero
scivolo 15 m corda da 10 m per arriavre all'ingresso della strettoia, da 20 m per arrivare al fondo. albero
Rilevo 1
Foto
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Coordinate convertite per gps
Lat:42.73946432N Lon:12.59408867E Datum:WGS84
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