Openspeleo - Grotta Sup.Sorgente Priamara

Nom Grotta Sup.Sorgente Priamara Insertion date 2007-01-01 00:00:00 Date updated 2009-12-12 16:24:30
Type de cavité grotta Pays Italy Province 267 Village Finale Ligure Emplacement Verzi Sorgente Priamara Domaine de spéléologie Capo Noli,Manie,Val Ponci Numéro de registre 571 LI Longueur totale 1400 Gradient +75 m Groupes GSL Longitude 8° 21' 42.6'' E Latitude 44° 11' 26.2'' N Datum WGS84 Elevation 170 m slm
Géologie La Grotta del la Sorgente Priamara si apre poco a monte dell'abitato di Verzi (Finale Ligure) suI sentiero Verzi-Osteria della Briga e rappresenta la risorgenza del complesso carsico Pian del la Noce-Sorgente Priama ra, sv i luppato nei calcari do!orni ticì del Trias medio. E ' una cavità che ha subito notevoli cambiamenti dal punto di vi sta idrologico in periodi mol to recenti in seguì to alla costrizione nei primi anni '70 della galleria ferroviaria di S.Giacomo per il raddoppio del la linea Spotorno-Finale.
Prima di tale costruzione le con dotte della grotta erano perenne mente sommerse, almeno in parte. Successivamente le acque dell'in tero altopiano de Ile Manie vennero drenate dalla nuova gallerìa; la Grotta Primara passò così rapidamente da una situazione di def Iusso perenne, ad una situazione di attività idrica saltuaria (solo in caso di piena).
Voie d'accés Dal casello di Finale Ligure, si scende sino a Finale Marina; si prosegue per l' Aurelia sino a Finalpia, dove si imbocca la strada a sinistra che conduce a Calvisio.
Superato questo borgo proseguire per la strada che costeggia il torrente Sciusa (o Pia), sino ad incrociare il ponte che conduce a Verzi per mezzo di una stradina che sale a ripidi tornanti.
Raggiunto il paesino s parcheggia la macchina e si prosegue in direzione monti per il sentiero che attraversa il paese.
Superato un lavatoio sulla sinistra si prosegue fino ad arrivare ad un portello dell' acquedotto.
Da qui parte un sentiero che sale per il bosco che dopo un centinaio di metri sulla destra conduce all' ingresso della grotta.
Description Nella Grotta della Sorgente Priamara si possono distinguere due diverse "regioni": la parte "Vecchia", cioè quella esplorata nei primi anni settanta, e la parte "Nuova", cioè quella venuta alla luce (si fa per dire) in seguito alle esplorazioni di questi ultimi anni.
Nella parte "Vecchia" si possono distinguere due gruppi di gallerie: il ramo attivo e quello Fossile.
II ramo attivo è tutto impostato su una serie di diaclasi e faglie con direzione molto irregolare impostate nel complesso da NW a SE. Dopo circa 150 metri di condotti a pressione di dimensioni piuttosto ridotte (à par te due sale dove è possibile stare in piedi), caratterizzati da una serie di sifoni colmi dì sedimenti ghiaioso-sabbìosi, ci si immette in una galleria ben transitabile che prosegue sia a monte, sia a valle.
A valle del punto di confluenza si incontrano, dopo circa dieci metri, ambienti di notevoli dimensioni : tenendosi sulla destra vi è un ramo che torna indietro per circa 50 metri terminando bruscamente con piccoli inghiottitoi impraticabili, proprio all' altezza della faglia su cu i è impostato il cunicolo di accesso.
Il ramo Fossile. Nei saloni vicino alla confluenza bisogna risalire due scivoli fino ad arrivare sul fondo dei saloni (dove vi è un ramo che risale bruscamente chiudendo dopo una decina dì metri), dopo sette-otto metri vi è un piccolo pertugio che Immette nei grandi ambienti del ramo fossile.
La grande galleria caratterizzata da imponenti concrezioni sale di circa quaranta metri rispetto la quota dell'ingresso per poi ridiscendere fino a quota +10 m in una sala piena di deposito fangoso.
Qui terminava fino a un paio di anni fa il ramo fossile. Una facile risalita ha permesso di trovarne Ia prosecuzione.
Questa, dì dimensioni notevolmente minori della parte "vecchia", risale per circa trenta metri, poi si mantiene orizzontale per un'altra trentina e infine chiude misteriosamente: questa prosecuzione, come del resto tutta la grotta, è caratterizzata dall'alternarsi di ambienti a misura d ' uomo a strettoie estreme che hanno richiesto intere giornate di lavoro prima di essere superate.
La parte "Nuova".
Tenendosi sulla sinistra uscendo dalla confluenza ci si immette nell' "a monte" della Priamara. Dopo circa ottanta metri, passato il così detto Scivolone (una condotta in distesa semi intasata da depositi sabbiosi), si raggiunge la Sala di Assuan; in fondo a questa sala inizia il Sifone III a Gula Secca che, con la sua lunghezza di oltre dieci metri, ha richiesto più di un anno di bibliche disostruzioni prima dì essere superato.
Esso rappresenta il quarto ed ultimo gran sifone di sabbia; da qui in poi la morfologia e le dimensioni della cavità cominciano a cambiare: di là dal sifone, il tratto che va dalla Sala Golosello alla fine delle gallerie Ciobar è caratterizzato da imponente deposito argilloso-limosi, poiché, trovandosi al di sotto dalla quota della sorgente, dopo un periodo di piena rimane per alcuni giorni completamente allagato e in questa situazione di calma l'acqua decanta lasciando deposi tare le particelle in sospensione.
Alla fine delle Gallerie Ciobar, dopo un angusto passaggio, vi è la discesa Kunta Kant (una decina dì metri) e dopo venti metri la Risalita Nabuco-donnosor. Da qui iniziano le gallerie del Porcopotamo che dopo circa 35 metri sono interrotte dalla Sala Caronte; dopo 75 metri da questa le gallerie si immettono nel la gigantesca (per il Fina lese) Cattedrale, una grande sala che risale, con salti successi vi, di quaranta metri raggi ungendo così quota +50 dal livello dell' ' ingresso . Dalla cima della cattedrale comincia il ramo Paradimetilammlnoazobenzensolfonico che sale con piccoli saltini fino a quota +75 m. In questo ramo cominciano le prime concrezioni della parte nuova che consistono in singolari archi naturali provenienti dalla demolizione di vaschette concrezionali: essi costituivano il "muretto" della vaschetta.
Dopo circa 150 metri dalla cima della Cattedrale si arriva ad un bivio: da qui inizia il Minotauro, un dedalo di gallerie che si sviluppano attorno ad un ramo principale fossile lungo 120 m dal bivio alla cosi detta Sala del Polpo.
Torniamo al Bivio: sulla destra, seguendo il filo del telefono, vi è il ramo attivo, sulla sinistra invece, risalendo uno scivolo per una decina di metri, si raggiunge il ramo fossile, che dopo circa 65 m si riunisce con quello attivo.
Dopo 120 m dal Bivio, seguendo il ramo fossile, si raggiunge la Sa la del Polpo, così chiamata perché da qui si dipartono a raggera parecchie diramazioni, non ancora rilevate, che misurano un totale di almeno 300 metri.
Il ramo attivo avanza per un'altra trentina di metri restringendosi progressivamente fino a costringere a passare completamente a bagno con un orecchio sul soffitto e l'altro nell'acqua.

Per il momento non siamo andati oltre. Il dislivello fra la grotta e il fondo dell'' Inghiottitoio di Pian della Noce è di circa 10 metri e la distanza dalla superficie del monte si aggira intorno ai 25 Mt.
D'autres, note Attualmente la parte oltre la Sala di Assuan non è accessibile a causa della sabbia che ha riempito la condotta.
Attualmente occorrerebbe asportare circa 3 metri di sabbia per poter visitare la parte nuova della grotta.


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Coordinate convertite per gps
Lat:44.19061111N Lon:8.36183333E Datum:WGS84
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