Openspeleo - Valle Arnetola

Nome Valle Arnetola
Stato Italy Comuni Vagli
Caratteristiche geolitologiche Descrizione VALLE DI ARNETOLA
Questa vallata si attesta ad uno dei rami sorgentizi del T. Edron, affluente del Serchìo, e sale fino a cime fra le pili elevate della catena apuana, Il fondovallc si presenta come un vasto pianoro di origine glaciale, disseminato di massi erratici, che termina sullo spartiacque in corrispondenza del Passo Scila; i fianchi della valle sono costituiti in destra dalla dorsale boscosa del M. Pallerina (1248 m) e del M. Croce (1527 m). Il versante sinistro e invece formato dai ripidi pendii che scendono dal M, Sella -{5c1056900c3d0_1739 m) e dal M. Alto di Scila (1723 in) e poi, oltre il Passo della Tambura, dal versante E del M. Tambura -1890 mj e dalla cresta che da questo prosegue fino alla cima del M. Roccandagia (1700 m); tutto questo versante è tagliato a mezza costa da una fascia di pareti di diaspri rossi che delimitano due zone ben separate fra di loro.
Tutta la valle è purtroppo molto sconvolta dai lavori di cava ed e persino in progetto la costruzione di una galleria clic la collegllerebbe con Arni, facilitando cosi le comunicazioni con il versante costiero.
Il carsismo superficiale ha manifestazioni di scarsa entità e limitate ad aree abbastanza ristrette; Punico gruppo di campi solcati di notevole sviluppo è situato nella zona circostante l'Abisso Eunice.
Il carsismo profondo presenta invece aspetti ben più imponenti; allo stato attuale delle conoscenze, in questa valle si ha la maggiore concentrazione di abissi di erande profondità del nostro Paese e forse dell'intera Europa in uno spazio cosi ristretto. Infatti, in un'arca di non più ili mezzo kmq si aprono gli ingressi di ben cinque abissi di oltre 000 in di profondità e di due che superano i 300. Questo fenomeno si può spiegare con la fitta rete di fratture verticali in cui si sono insediaci i corsi d'acqua clic originano appunto questi abissi.
Le caratteristiche morfologiche di tali grotte sono in tutti i casi molto simili: si tratta di cavità ad andamento prevalentemente verticale formate da pozzi-cascata collegati da brevi tratti orizzontali; inoltre tutti questi abissi sono fortemente ativi.
L'idrologia esterna è totalmente assente per buona parte dell'anno; unica modestissima portata e quella del ruscello che percorre il Fosso Ripanaia che scende dal Passo Sella '' con carattere di continui assorbimenti alveari; sempre secco, invece, il l'osso della Tarnbura nella sua parte superiore.
L'idrografìa sotterranea è invece quanto mai complessa e sconosciuta; tutte le grotte della valle sono fortemente attive ma non si sa di preciso dove fuoriesca la massa d'acqua presente in esse, che nei periodi piovosi è complessivamente di portata notevole. E' opinione comune, per quanto non accertato sperimentalmente, che il livello di base locale sia costituito dal Lago di Vagli di Sotto, la cui quota corrisponde approssimativamente con quella dei sifoni terminali dei maggiori abissi,che si trovano tutti alla medesima quota (480-490 m siiti)..
Sommerse dalle acque dell'invaso di Vagli si trovano alcune sorgenti di notevole portata che lo alimentano e nelle quali non è possibile, ovviamente, porre dei fluorocaptori. In caso di colorazioni potrebbe essere interessante mettere i rivelatori di fluorescina alle sorgenti Alaronot che si trovano però presso lo sbocco del Fosso Lussia, separate cioè dalla Valle dì Amatola mediante la dorsale del M.Pallerina.
I primi speleologi a frequentare questa valle furono i torinesi, che in collaborazione con i bolognesi esplorarono la Voragine di Colubraia all'inìzio degli anni '60; nello stesso periodo il G.S.B. discende anche i primi metri della Buca della Pompa.
Comunque, è negli anni '70 che si risveglia un intenso interesse riguardo questa valle che diventerà la più prolifica di grotte profonde delle intere Apuane, Il maggiore impegno esplorativo e prodigato dal CSX, che nel 1971 scende nell'Abisso Simi fino a -360; nel 1973 esplora completamente la Buca della Pompa e scende nell'Abisso del Pozzone fino a -450 nel 1976 è la volta dell'Abisso Coltelli e nel 1979 dell'Abisso Mandi-ni, Le esplorazioni degli ultimi anni furono condotte in collaborazione col G.S.A.L.
Altri gruppi attivi nella zona furono il G.S.B., che esplorò nel 1972 l'Abisso Pelagalli in collaborazione con i reggiani» e i triestini della S.A. S.N. che nel 1977 si spinsero nell'Abisso Simi alla profondità di -690* Molto attivo in questa valle anche il G,S.S. che ha colto due grossi risulta-ti esplorativi con il raggiungimento del fondo dell'Abisso Guaglìo nel 1978 e dell'Abisso Eunice nel 1981. Nel 1979 termina la esplorazione dell'Abisso del Pozzone ad opera del G.S. Pisano e dello S.C.P.
Altro,note tratto da "Abissi delle alpi Apuane", S.S.I. 1982
Foto

GROTTE IN QUESTAREA


Abisso Eunice
Abisso Francesco Simi
Buca sottostrada
Buca nel Bosco
Abisso Attilio Guaglio
Abisso Suspiglioni
Abisso Oriano Coltelli
Abisso dello Gnomo
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